Monsanto IGT 2022

Toscana IGT

Castello di Monsanto Toscana IGT nasce dai vigneti situati nel versante sud ovest della proprietà dove la presenza di galestro è intervallata da una netta concentrazione di tufo, un suolo vulcanico e marino che nel tempo ha rilasciato fossili di epoca cretacea. Questi terreni particolarmente ricchi di fosforo, magnesio, potassio e calcare, donano al vino complessità e sapidità molto elevate che conferiscono grande integrità di frutto e freschezza di beva

Vinificazione

In tini di acciaio troncoconici a temperatura controllata con sistema di svuotamento (delestage) e rimontaggi per 18/20 giorni.

Affinamento

In botti di rovere da 38 Hl per 12 mesi.

La descrizione del sommelier

Con il suo colore rosso rubino intenso e il suo aroma complesso di frutta rossa, spezie e note di tabacco, offre un gusto corposo e avvolgente

Abbinamenti

È un’ottima scelta per accompagnare carni rosse, pasta al ragù e formaggi stagionati.

€ 25.00

Produttore Fattoria Monsanto
Denominazione Toscana IGT
Vitigno Sangiovese
Gradazione 14,0% Vol.
Formato Standard (0.75 lt)

Descrizione produttore

Fabrizio e Laura Bianchi oggi sono il cuore pulsante di Castello di Monsanto. Sono il futuro che custodisce le grandi intuizioni di 60 anni fa. Un percorso fatto di ispirazioni e scelte non sempre facili, ma di strade meno battute e quindi, seppur incerte, più sorprendenti. La Toscana del vino non era ancora pronta ad una rivoluzione. L’audacia, la determinazione e la lungimiranza sono state la chiave per portare avanti idee che potevano allora sembrare inspiegabili, ma che poi hanno fatto gran parte della storia del Chianti Classico. Oggi Laura, figlia di Fabrizio, porta avanti con orgoglio e tenacia ciò che il padre, grazie al nonno Aldo, ha iniziato trasformandolo in una solida tradizione. Perché il futuro passa proprio da qui: da ciò che è stato costruito ieri per un domani migliore.

Essere visionari è un’attitudine. È la predisposizione a vedere qualcosa laddove quel qualcosa ancora non c’è. La capacità di pensare meno e sentire di più. L’abilità di iniziare a scrivere una storia senza sapere quale sarà il finale, ma con l’assoluta certezza che, per generazioni, verrà raccontata come se fosse unica e irripetibile. È il 1961 quando Aldo Bianchi, padre di Fabrizio, si innamora perdutamente di Castello di Monsanto e lo acquista. Un amore vero, inarrestabile e condiviso subito dal figlio Fabrizio che, dalla sommità de il Poggio, guardandosi attorno, riesce a vedere oltre. Vede non solo la bellezza del panorama che da San Gimignano arriva al Chianti fiorentino dove si stagliano il Monte Amiata e insieme le Alpi Apuane. Vede molto di più. Insieme alla moglie Giuliana e mosso dalla passione per il vino tramandata dalla madre e dallo stupore provato assaggiando alcuni delle bottiglie trovate in cantina, riesce a dare vita a ciò che il destino aveva già in parte delineato.

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