Syrah 2022
Toscana IGT
Questo “Syrah” è un Rosso toscano dai profumi al naso profondi e complessi, nato da una duplice volontà di Michele Satta: da un lato rappresentare la complessità aromatica tipica del terroir mediterraneo della Maremma toscana, dall’altro una personale ricerca nel dare origine a una bottiglia ispirata dai grandi rossi francesi prodotti nella zona del Rodano. Il mosto fermenta spontaneamente in botti di rovere, e la malolattica si svolge durante il mese di Novembre. Il vino rimane a maturare in barrique di secondo, terzo e quarto passaggio per 12 mesi, per poi affinare ulteriormente in vetro per un anno dopo le operazioni di imbottigliamento. Un Toscana IGT da assaporare con gusto e attenzione, sino all’ultima goccia.
La descrizione del sommelier
Nel calice si annuncia con un colore rosso rubino cupo, profondo e poco penetrabile. Il ventaglio di aromi che avvolge il naso evidenzia un bagaglio di note dove la frutta a bacca nera si arricchisce di sensazioni speziate e nuances di erbe aromatiche. In bocca è di ottimo corpo, con un tannino maturo e un sorso che si muove su una trama fresca. Termina con una chiusura persistente.Abbinamenti
Si sposa soprattutto con i secondi di carne, sia bianca che rossa. perfetto con un filetto di maiale lardellato.
€ 65.00
| Produttore | Michele Satta |
|---|---|
| Denominazione | Toscana IGT |
| Vitigno | syrah |
| Gradazione | 13,5% Vol. |
| Formato | Standard (0.75 lt) |
Descrizione produttore
L’azienda Michele Satta nasce nel 1983, a Castagneto Carducci, nel cuore della Doc Bolgheri, di cui Michele è uno dei fondatori; è un territorio abitato da grandi famiglie e imprenditori del vino che hanno segnato la storia vitivinicola Toscana negli ultimi 30 anni.L’azienda è a conduzione familiare con un dimensionamento stabile di 23 ettari e produce attualmente 150.000 bottiglie ottenute tutte da uva di produzione propria.
La filosofia dell’Azienda Michele Satta trae origine dalla vita del suo fondatore: una passione sconfinata per l’agricoltura che impara a 360 gradi durante la sua prima esperienza come operaio nella fattoria di Castagneto Carducci.