Le Difese 2014
Toscana IGT
Tra i tre vini che ogni anno escono dalla mitica cantina di Bolgheri, il Toscana IGT "Le Difese" è certamente quello meno ambizioso. Tuttavia questo blend di cabernet sauvignon e di sangiovese si è dimostrato negli anni grande vino rosso, sensazionale per costanza qualitativa ed affidabilità Una bottiglia capace di esaltarsi a tavola e di raccontare perfettamente tanto l'annata quanto il territorio in cui viene prodotta.
La descrizione del sommelier
Rosso rubino, al naso esprime un bel profilo olfattivo caratterizzato da una certa fruttuosità seguita da un bel tono floreale. Sensazioni anche speziate e leggermente balsamiche aprono ad un assaggio avvolgente e fine, fresco ed elegante. Una bella trama tannica, perfettamente integrata, accarezza il palato fino ad un finale di ottima pulizia e persistenza.Abbinamenti
Morbido ed elegante, "le difese" è vino rosso che si esalta con grandi carni alla griglia. anche con un pollo arrosto con patate, a casa.
€ 45.00
| Produttore | TENUTA SAN GUIDO |
|---|---|
| Denominazione | Toscana IGT |
| Vitigno | cabernet sauvignon 70%, sangiovese 30% |
| Gradazione | 14,0% Vol. |
| Formato | Standard (0.75 lt) |
Premi e riconoscimenti
Luca Maroni 90 Robert Parker 88 Wine Spectator 88 Antonio Galloni 87 Wine Enthusiast 87Descrizione produttore
Un ecosistema fondato sull’equilibrio tra uomo e naturaTenuta San Guido è il risultato di una lunghissima tradizione, di un messaggio etico che si tramanda di generazione in generazione. Racchiude diverse eccellenze, il vino, la Razza Dormello Olgiata e il Rifugio Faunistico Padule di Bolgheri.
“IL BOUQUET CHE STAVO CERCANDO” Mario Incisa della Rocchetta
I Marchesi Incisa della Rocchetta sono fra i protagonisti della storia d’Italia, dall’alto Medioevo fino all’affacciarsi dell’età barocca e oltre. Mario Incisa della Rocchetta nasce a Roma nel 1889 da famiglia piemontese, studia agraria a Pisa e coltiva fin da subito una forte inclinazione per l’agronomia, con il sogno, già negli anni Venti, di trovare la perfezione nell’agricoltura e nel rispetto della Terra. Si trasferisce in Maremma negli anni ‘40 dopo aver sposato Clarice della Gherardesca nel 1930, discendente di una delle famiglie più antiche della Toscana, quella del conte Ugolino cantato da Dante nella Divina Commedia. Il Marchese intuisce subito che si tratta di uno dei più straordinari biotipi dell’Europa mediterranea e inizia a sperimentare alcuni vitigni francesi, concludendo che il cabernet, di fatto così lontano dalla tradizione toscana e piemontese, rispettivamente del sangiovese e del nebbiolo, “ha il bouquet che stavo cercando”.
È così che, grazie alle prime marze avute dai Duchi Salviati di Migliarino (nei pressi di Pisa), impianta nei terreni che dalla rocca di Castiglioncello degradano in dolci colline fino al mare il primo vigneto di cabernet sauvignon, siamo nei primi anni 40. Sappiamo, in realtà, che accanto ai cabernet (sauvignon e franc), i vitigni impiegati nel primo impianto erano vari e spaziavano dal canaiolo al ciliegiolo a viti a bacca bianca. La selezione massale, orientata al solo utilizzo del cabernet sauvignon, arriva in epoca più recente tra il 1960 e il 1968.