Nemo (Cab Sauvignon) 2006
Toscana IGT
Nasce dal vigneto “Il Mulino” a 260 metri s.m.l. impiantato nel 1976 con solo Cabernet Sauvignon. Il suo nome prende spunto dal famoso detto “Nemo propheta in patria” che in quegli anni – la prima vendemmia fu il 1982 – ben si addiceva allo spirito pionieristico e d’avanguardia dell’azienda. Dopo la vinificazione in acciaio, invecchia 18 mesi in barriques di rovere ed affina un altro anno in bottiglia.
La descrizione del sommelier
Si caratterizza da sentori olfattivi tipici del vitigno, che ricordano le ciliegie scure e l’erbaceo. Sono percepibili profumi speziati e mentolati. Al sorso è prezioso e fine, connotato da un’ottima struttura aromatica e gustativa e da una buona persistenza.Abbinamenti
Richiede in abbinamento pietanze a base di carni rosse. da provare con le scaloppine al marsala.
€ 90.00
| Produttore | Fattoria Monsanto |
|---|---|
| Denominazione | Toscana IGT |
| Vitigno | cabernet sauvignon 100% |
| Gradazione | 14,0% Vol. |
| Formato | Standard (0.75 lt) |
Descrizione produttore
Fabrizio e Laura Bianchi oggi sono il cuore pulsante di Castello di Monsanto. Sono il futuro che custodisce le grandi intuizioni di 60 anni fa. Un percorso fatto di ispirazioni e scelte non sempre facili, ma di strade meno battute e quindi, seppur incerte, più sorprendenti. La Toscana del vino non era ancora pronta ad una rivoluzione. L’audacia, la determinazione e la lungimiranza sono state la chiave per portare avanti idee che potevano allora sembrare inspiegabili, ma che poi hanno fatto gran parte della storia del Chianti Classico. Oggi Laura, figlia di Fabrizio, porta avanti con orgoglio e tenacia ciò che il padre, grazie al nonno Aldo, ha iniziato trasformandolo in una solida tradizione. Perché il futuro passa proprio da qui: da ciò che è stato costruito ieri per un domani migliore.Essere visionari è un’attitudine. È la predisposizione a vedere qualcosa laddove quel qualcosa ancora non c’è. La capacità di pensare meno e sentire di più. L’abilità di iniziare a scrivere una storia senza sapere quale sarà il finale, ma con l’assoluta certezza che, per generazioni, verrà raccontata come se fosse unica e irripetibile. È il 1961 quando Aldo Bianchi, padre di Fabrizio, si innamora perdutamente di Castello di Monsanto e lo acquista. Un amore vero, inarrestabile e condiviso subito dal figlio Fabrizio che, dalla sommità de il Poggio, guardandosi attorno, riesce a vedere oltre. Vede non solo la bellezza del panorama che da San Gimignano arriva al Chianti fiorentino dove si stagliano il Monte Amiata e insieme le Alpi Apuane. Vede molto di più. Insieme alla moglie Giuliana e mosso dalla passione per il vino tramandata dalla madre e dallo stupore provato assaggiando alcuni delle bottiglie trovate in cantina, riesce a dare vita a ciò che il destino aveva già in parte delineato.