Il Poggio (Sang,Canaiolo,Colorino) 2013

Chianti Classico DOCG

Colore Splendido rubino che ricorda la pietra birmana.
Note olfattive - Profumi Ampio ventaglio odoroso di spezie, con pepe nero, macis e cardamomo in primis, poi fiori recisi e sottobosco, mora di rovo, legno di sandalo, cuoio inglese e polvere di cacao.
Note gustative In bocca è, perfetto, pulito, ritornano tutte le sensazioni provate all'olfattiva, perfettamente equilibrato tra vena acida e tannini di rara finezza. Lunghissimo su note fruttate.

La descrizione del sommelier

Vino dal colore rosso rubino intenso. Al naso si apre con sentori di amarena e viola, arricchiti da eleganti note speziate. Al palato risulta un vino di personalità, denso e strutturato, giustamente tannico.

Abbinamenti

Carne, selvaggina e formaggi

€ 80.00

Produttore Fattoria Monsanto
Denominazione Chianti Classico DOCG
Definizioni Riserva
Vitigno Sangiovese 90%, Canaiolo 7%, Colorino 3%
Gradazione 14,0% Vol.
Formato Standard (0.75 lt)

Descrizione produttore

Fabrizio e Laura Bianchi oggi sono il cuore pulsante di Castello di Monsanto. Sono il futuro che custodisce le grandi intuizioni di 60 anni fa. Un percorso fatto di ispirazioni e scelte non sempre facili, ma di strade meno battute e quindi, seppur incerte, più sorprendenti. La Toscana del vino non era ancora pronta ad una rivoluzione. L’audacia, la determinazione e la lungimiranza sono state la chiave per portare avanti idee che potevano allora sembrare inspiegabili, ma che poi hanno fatto gran parte della storia del Chianti Classico. Oggi Laura, figlia di Fabrizio, porta avanti con orgoglio e tenacia ciò che il padre, grazie al nonno Aldo, ha iniziato trasformandolo in una solida tradizione. Perché il futuro passa proprio da qui: da ciò che è stato costruito ieri per un domani migliore.

Essere visionari è un’attitudine. È la predisposizione a vedere qualcosa laddove quel qualcosa ancora non c’è. La capacità di pensare meno e sentire di più. L’abilità di iniziare a scrivere una storia senza sapere quale sarà il finale, ma con l’assoluta certezza che, per generazioni, verrà raccontata come se fosse unica e irripetibile. È il 1961 quando Aldo Bianchi, padre di Fabrizio, si innamora perdutamente di Castello di Monsanto e lo acquista. Un amore vero, inarrestabile e condiviso subito dal figlio Fabrizio che, dalla sommità de il Poggio, guardandosi attorno, riesce a vedere oltre. Vede non solo la bellezza del panorama che da San Gimignano arriva al Chianti fiorentino dove si stagliano il Monte Amiata e insieme le Alpi Apuane. Vede molto di più. Insieme alla moglie Giuliana e mosso dalla passione per il vino tramandata dalla madre e dallo stupore provato assaggiando alcuni delle bottiglie trovate in cantina, riesce a dare vita a ciò che il destino aveva già in parte delineato.

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