Sangioveto Grosso (Sangiovese) 2016

Toscana IGT

Vino importantissimo per la sua storia, è stato uno dei primi sangiovese in purezza assieme al Pergole Torte di Montevertine, che tutt'oggi riporta il nome del proprietario in etichetta come da tradizione storica.

Lo scasso del vigneto "Scanni" iniziò nel 1967. Furono impiantate viti provenienti da selezione massale del Poggio. Il vigneto si trova ad un'altitudine di 300 mt slm ed ha un'esposizione sud-ovest, con una pendenza che arriva al 17%.

La descrizione del sommelier

Colore Granato concentrato. Profumo Libera sentori di ciliegie sotto spirito, lavanda secca, fiore di rosmarino, cioccolato alla menta, liquirizia e pepe nero, con richiami balsamici di eucalipto. Sapore Generoso nell'assaggio, con tannini integrati. Conclude con una notevole scia sapida.

Abbinamenti

Formaggi, selvaggina, riso e risotti, carni rosse

€ 70.00

Produttore Fattoria Monsanto
Denominazione Toscana IGT
Vitigno Sangiovese
Gradazione 14,5% Vol.
Formato Standard (0.75 lt)

Premi e riconoscimenti

94 pt
Doctor Wine

94 pt
Falstaff

94 pt
James Suckling

93 pt
Robert Parker

Descrizione produttore

Fabrizio e Laura Bianchi oggi sono il cuore pulsante di Castello di Monsanto. Sono il futuro che custodisce le grandi intuizioni di 60 anni fa. Un percorso fatto di ispirazioni e scelte non sempre facili, ma di strade meno battute e quindi, seppur incerte, più sorprendenti. La Toscana del vino non era ancora pronta ad una rivoluzione. L’audacia, la determinazione e la lungimiranza sono state la chiave per portare avanti idee che potevano allora sembrare inspiegabili, ma che poi hanno fatto gran parte della storia del Chianti Classico. Oggi Laura, figlia di Fabrizio, porta avanti con orgoglio e tenacia ciò che il padre, grazie al nonno Aldo, ha iniziato trasformandolo in una solida tradizione. Perché il futuro passa proprio da qui: da ciò che è stato costruito ieri per un domani migliore.

Essere visionari è un’attitudine. È la predisposizione a vedere qualcosa laddove quel qualcosa ancora non c’è. La capacità di pensare meno e sentire di più. L’abilità di iniziare a scrivere una storia senza sapere quale sarà il finale, ma con l’assoluta certezza che, per generazioni, verrà raccontata come se fosse unica e irripetibile. È il 1961 quando Aldo Bianchi, padre di Fabrizio, si innamora perdutamente di Castello di Monsanto e lo acquista. Un amore vero, inarrestabile e condiviso subito dal figlio Fabrizio che, dalla sommità de il Poggio, guardandosi attorno, riesce a vedere oltre. Vede non solo la bellezza del panorama che da San Gimignano arriva al Chianti fiorentino dove si stagliano il Monte Amiata e insieme le Alpi Apuane. Vede molto di più. Insieme alla moglie Giuliana e mosso dalla passione per il vino tramandata dalla madre e dallo stupore provato assaggiando alcuni delle bottiglie trovate in cantina, riesce a dare vita a ciò che il destino aveva già in parte delineato.

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