I Sodi di San Nicolò 3Litri 1994

Toscana IGT

È il Cru più importante di Castellare, orgoglio dell’azienda chiantigiana per aver dimostrato la grandezza del Sangioveto in blend con la Malvasia nera: l’annata 1985 si è classificata al 6° posto nella prima Top 100 stilata da Wine Spectator nel 1988.

La descrizione del sommelier

Colore granato luminoso con riflessi aranciati, mediamente impenetrabile. Naso orientato su note speziate, tabacco con fondo balsamico. In bocca è fresco, tannico, sapido, abbastanza caldo e molto persistente. Mi colpisce il corpo, decisamente più presente dei precedenti.

€ 3500.00

Produttore Castellare di Castellina
Denominazione Toscana IGT
Vitigno SanGiovese,Malvasia Nera
Gradazione 13,0% Vol.
Formato Jéroboam (3 lt)

Premi e riconoscimenti

wine Advocate 91/100

Descrizione produttore

Castellare di Castellina è nata dall’unione di quattro poderi (Castellare, Caselle, San Niccolò e Le Case) realizzata da Paolo Panerai con l’obiettivo di produrre vino della migliore qualità possibile. Erano gli anni 70 in cui era iniziato il cosiddetto Rinascimento del vino italiano. Un Rinascimento a cui Castellare ha avuto modo di dare il proprio contributo, tenendo insieme tradizione e innovazione. La tradizione nella cura delle vigne e dei terreni, distinti tra campi e sodi (laddove campi sono i terreni più facili da lavorare e sodi gli appezzamenti più duri ma migliori per la coltivazione della vite), nella scelta di produrre ancora un vino secondo il metodo del governo alla toscana, di rispettare il Chianti Classico usando solo vitigni autoctoni e di produrre un grande vino, riconosciuto a livello internazionale come uno dei più grandi rossi al mondo, usando solo vitigni autoctoni toscani. L’innovazione è stata perseguita in primo luogo con la realizzazione del primo vigneto sperimentale del Chianti insieme all’Università di Milano, guidata dal Professor Attilio Scienza, e all’Università di Firenze per attuare la prima selezione scientifica dei cloni del Sangiovese (qui chiamato Sangioveto). E poi con l’introduzione dell’uso della barrique in seguito a studi attenti e ai consigli di Emile Peynaud, il più celebre enologo che si ricordi, oltre alla cura costante di ogni processo di cantina che continua ancora oggi in quel lavoro incessante e sempre nuovo che è il produrre vini di qualità. Una storia che dimostra come tradizione, anche nelle strutture, e innovazione possano far ottenere il meglio dalla terra e mostrare alle nuove generazioni quanto sia stata dura ma fondamentale per il paesaggio straordinario del Chianti il lavoro e la vita dei Mezzadri, cioè coloro che conducevano i poderi senza esserne né padroni né operai. Ai Mezzadri, alla loro opera, Castellare ha dedicato una scultura di Matteo Spender installata nel centro di Castellina. Le due foto del grande ritrattista Giuseppe Pino illustrano quel sacrificio ma anche quella gioia che produrre vino porta con sé.

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