Sassicaia Magnum -97 pt James Suckling 2017
Bolgheri Sassicaia DOC
Tenuta San Guido Bolgheri Sassicaia 2017 è un vino "rosso" prodotto da Tenuta San Guido nell'anno della vendemmia 2017 in Toscana venduto sotto la denominazione Bolgheri DOC.
Affinamento
Affina 24 mesi in barrique di rovere francese per 1 3 nuove e successivamente 6 mesi in bottiglia.
Affinamento
Affina 24 mesi in barrique di rovere francese per 1 3 nuove e successivamente 6 mesi in bottiglia.
La descrizione del sommelier
Note fruttate di amarene, mirtilli e ribes nero si fondono su aromi di chinotto, cioccolato, grafite e macchia mediterranea.
€ 900.00
| Produttore | TENUTA SAN GUIDO |
|---|---|
| Denominazione | Bolgheri Sassicaia DOC |
| Vitigno | cabernet sauvignon 85%, cabernet franc 15% |
| Gradazione | 13,5% Vol. |
| Formato | Magnum (1.5 lt) |
Premi e riconoscimenti
Questo vino è stato premiato dai critici enologici come Robert Parker che ha assegnato 94 punti, oppure il critico James Suckling che ha assegnato ben 96 punti, Wine Spectator ha assegnato 95 punti, tra la critica italiana, la guida Gambero Rosso ha assegnato tre bicchieri.Decanter ha assegnato un punteggio di 97.
Wine Enthusiast ha assegnato un punteggio di 97.
Descrizione produttore
Un ecosistema fondato sull’equilibrio tra uomo e naturaTenuta San Guido è il risultato di una lunghissima tradizione, di un messaggio etico che si tramanda di generazione in generazione. Racchiude diverse eccellenze, il vino, la Razza Dormello Olgiata e il Rifugio Faunistico Padule di Bolgheri.
“IL BOUQUET CHE STAVO CERCANDO” Mario Incisa della Rocchetta
I Marchesi Incisa della Rocchetta sono fra i protagonisti della storia d’Italia, dall’alto Medioevo fino all’affacciarsi dell’età barocca e oltre. Mario Incisa della Rocchetta nasce a Roma nel 1889 da famiglia piemontese, studia agraria a Pisa e coltiva fin da subito una forte inclinazione per l’agronomia, con il sogno, già negli anni Venti, di trovare la perfezione nell’agricoltura e nel rispetto della Terra. Si trasferisce in Maremma negli anni ‘40 dopo aver sposato Clarice della Gherardesca nel 1930, discendente di una delle famiglie più antiche della Toscana, quella del conte Ugolino cantato da Dante nella Divina Commedia. Il Marchese intuisce subito che si tratta di uno dei più straordinari biotipi dell’Europa mediterranea e inizia a sperimentare alcuni vitigni francesi, concludendo che il cabernet, di fatto così lontano dalla tradizione toscana e piemontese, rispettivamente del sangiovese e del nebbiolo, “ha il bouquet che stavo cercando”.
È così che, grazie alle prime marze avute dai Duchi Salviati di Migliarino (nei pressi di Pisa), impianta nei terreni che dalla rocca di Castiglioncello degradano in dolci colline fino al mare il primo vigneto di cabernet sauvignon, siamo nei primi anni 40. Sappiamo, in realtà, che accanto ai cabernet (sauvignon e franc), i vitigni impiegati nel primo impianto erano vari e spaziavano dal canaiolo al ciliegiolo a viti a bacca bianca. La selezione massale, orientata al solo utilizzo del cabernet sauvignon, arriva in epoca più recente tra il 1960 e il 1968.