Sassicaia (C. Sauv,C. Franc) 95 pt RP 2007

Bolgheri Sassicaia DOC

SASSICAIA 2007


DENOMINAZIONE
Bolgheri DOC Sassicaia

PRIMA ANNATA IN COMMERCIO
1968


Sassicaia e il vino italiano più noto al mondo. Un vino ricco ed elegante che rappresenta il fiore all'occhiello dell'enologia italiana. Il Sassicaia nasce dall'ingegno di Mario Incisa della Rocchetta che, già negli anni Venti, sognava di creare un vino di razza. Negli anni il Sassicaia e diventato il simbolo di una produzione enologica di altissima qualità, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Un vino fantastico, di una cantina eccezionale!

La descrizione del sommelier

Vino rosso rubino profondo e compatto. L'aroma ampio ed elegante, con sentori di bergamotto, macchia mediterranea, mirtilli, grafite e confettura di amarena. Il gusto armonioso e polposo, con tannini vellutati e golose note tostate.

€ 520.00

Produttore TENUTA SAN GUIDO
Denominazione Bolgheri Sassicaia DOC
Vitigno Cabernet Sauvignon 85%, Cabernet Franc 15%
Gradazione 13,5% Vol.
Formato Standard (0.75 lt)

Premi e riconoscimenti

Robert Parker 97 Jancis Robinson 17.5

Descrizione produttore

Un ecosistema fondato sull’equilibrio tra uomo e natura
Tenuta San Guido è il risultato di una lunghissima tradizione, di un messaggio etico che si tramanda di generazione in generazione. Racchiude diverse eccellenze, il vino, la Razza Dormello Olgiata e il Rifugio Faunistico Padule di Bolgheri.
“IL BOUQUET CHE STAVO CERCANDO” Mario Incisa della Rocchetta
I Marchesi Incisa della Rocchetta sono fra i protagonisti della storia d’Italia, dall’alto Medioevo fino all’affacciarsi dell’età barocca e oltre. Mario Incisa della Rocchetta nasce a Roma nel 1889 da famiglia piemontese, studia agraria a Pisa e coltiva fin da subito una forte inclinazione per l’agronomia, con il sogno, già negli anni Venti, di trovare la perfezione nell’agricoltura e nel rispetto della Terra. Si trasferisce in Maremma negli anni ‘40 dopo aver sposato Clarice della Gherardesca nel 1930, discendente di una delle famiglie più antiche della Toscana, quella del conte Ugolino cantato da Dante nella Divina Commedia. Il Marchese intuisce subito che si tratta di uno dei più straordinari biotipi dell’Europa mediterranea e inizia a sperimentare alcuni vitigni francesi, concludendo che il cabernet, di fatto così lontano dalla tradizione toscana e piemontese, rispettivamente del sangiovese e del nebbiolo, “ha il bouquet che stavo cercando”.
È così che, grazie alle prime marze avute dai Duchi Salviati di Migliarino (nei pressi di Pisa), impianta nei terreni che dalla rocca di Castiglioncello degradano in dolci colline fino al mare il primo vigneto di cabernet sauvignon, siamo nei primi anni 40. Sappiamo, in realtà, che accanto ai cabernet (sauvignon e franc), i vitigni impiegati nel primo impianto erano vari e spaziavano dal canaiolo al ciliegiolo a viti a bacca bianca. La selezione massale, orientata al solo utilizzo del cabernet sauvignon, arriva in epoca più recente tra il 1960 e il 1968.

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