Piastraia 2023
Bolgheri DOC
Il “Piastraia”è un vino rosso toscano che nasce nella mente di Michele Satta nel 1991. In quell’anno Michele decide di unire l’espressione dei grandi vitigni internazionali del bolgherese – merlot e cabernet sauvignon –, con l’eleganza di tutta la Toscana incarnata dal sangiovese e la mediterraneità portata dal syrah. Così nasce questo Bolgheri Rosso, che può vantare l’onore di fregiarsi della menzione Superiore. Il mosto di ciascun’uva fermenta separatamente, grazie alla presenza di lieviti autoctoni, in botti di rovere troncoconiche. Dopo la svinatura il vino passa direttamente in barrique di legno francese, in cui rimane a maturare per un periodo compreso fra i 18 e i 24 mesi. Una bottiglia di livello, che non delude mai!
La descrizione del sommelier
Alla vista assume un bel colore, tipicamente rubino. La macchia marina si mescola al naso a sentori di more, gelso e lamponi, impreziositi anche da tocchi di canfora e tabacco. All’assaggio è di ottimo corpo, pieno e rotondo, con un sorso di grande equilibrio.Abbinamenti
Ottimo con i piatti di selvaggina, è da provare con il piccione accompagnato da una crema di mirtilli e funghi.
€ 70.00
| Produttore | Michele Satta |
|---|---|
| Denominazione | Bolgheri DOC |
| Vitigno | cabernet sauvignon, merlot, syrah, sangiovese |
| Gradazione | 13,5% Vol. |
| Formato | Standard (0.75 lt) |
Premi e riconoscimenti
Robert Parker 93 Falstaff 93 Wine Spectator 92Descrizione produttore
L’azienda Michele Satta nasce nel 1983, a Castagneto Carducci, nel cuore della Doc Bolgheri, di cui Michele è uno dei fondatori; è un territorio abitato da grandi famiglie e imprenditori del vino che hanno segnato la storia vitivinicola Toscana negli ultimi 30 anni.L’azienda è a conduzione familiare con un dimensionamento stabile di 23 ettari e produce attualmente 150.000 bottiglie ottenute tutte da uva di produzione propria.
La filosofia dell’Azienda Michele Satta trae origine dalla vita del suo fondatore: una passione sconfinata per l’agricoltura che impara a 360 gradi durante la sua prima esperienza come operaio nella fattoria di Castagneto Carducci.