Tenuta le Colonne Vermentino 2025
Toscana IGT
Il sole della costa risplende anche nelle sfumature luminose di questo vino, di un colore giallo paglierino, con accenni dorati. Note di limone, mela verde appena tagliata, con alcuni spunti di erbe aromatiche quali la menta e la salvia ne delineano il profilo aromatico. Il sorso è fresco, sapido, persistente ed estremamente versatile.
Vigneti: a 15 m s.l.m. con esposizione a ovest, su suoli composti da sedimentazioni fluviali a tessitura sabbiosa.
In cantina: vinificazione classica in bianco con processo a freddo. Pressatura soffice e delicata. Fermentazione in acciaio inox per circa 12 giorni e affinamento in acciaio per 3 mesi.
Vigneti: a 15 m s.l.m. con esposizione a ovest, su suoli composti da sedimentazioni fluviali a tessitura sabbiosa.
In cantina: vinificazione classica in bianco con processo a freddo. Pressatura soffice e delicata. Fermentazione in acciaio inox per circa 12 giorni e affinamento in acciaio per 3 mesi.
La descrizione del sommelier
Si presenta di un colore giallo paglierino, quasi dorato, estremamente luminoso. Al naso si sviluppano note di zeste di lime e mela verde con tracce di mentuccia e salvia. In bocca è vivace, sapido con un’acidità dinamica, che contribuisce a rendere il palato fresco e persistente.
€ 30.00
| Produttore | DIEVOLE |
|---|---|
| Denominazione | Toscana IGT |
| Definizioni | Biologico |
| Vitigno | Vermentino |
| Gradazione | 12,5% Vol. |
| Formato | Standard (0.75 lt) |
Descrizione produttore
Mille anni di storia, per un futuro appena natoDievole è un angolo di Toscana noto da sempre per essere un piccolo paradiso terrestre. Qui il dialogo tra natura e uomo non si è mai interrotto e il motivo lo spiega il nome stesso: la radice del nome Dievole, infatti, si può far risalire al significato di “Dio vuole”.
Il nome Dievole appare per la prima volta ufficialmente nel XI secolo e precisamente il 10 maggio del 1090. In quegli anni l’islandese Leif Erikson scopre il Nord America, i cinesi scoprono la polvere da sparo, Bologna apre la prima università del mondo, Roma è invasa dai Normanni e Papa Urbano II conquista Gerusalemme. Quel giorno, si legge nel contratto del notaro Bellundo, vennero pagati due capponi, tre pani e sei ‘denari lucchesi’ di buon argento per l’affitto annuale di una vigna nella valle divina, a Dievole, appunto.
Otto secoli e innumerevoli generazioni dopo, un altro contratto racconta di Dievole. Questa volta è un dono di nozze. Il Conte Giulio Terrosi-Vagnoli regala la Tenuta, costata ben 361.632 Lire, alla sua futura sposa Ildegonda Camaiori che sarà l’ultima nobildonna di Dievole. A lei si deve un prezioso documento che è giunto intatto fino a noi: il Quaderno dei Saldi di Dievole, contenente tutti i nomi delle famiglie contadine di allora e quello del podere loro affidato. Nomi dietro ai quali si legge la passione della gente chiantigiana per la propria terra. Molti discendenti di quelle famiglie sono ancora qui.