Arneis 'Blangé' 2023

Langhe DOC

Il Blangé è il celebre Arneis della cantina Ceretto: un vino bianco ricco e profumato, vinificato in acciaio con la tecnica della criomacerazione, divenuto un'icona cult della Langhe. Emana profumi intensi di fiori bianchi, pesca e frutta tropicale. Il gusto è ricco e fruttato, con richiami di mela, pera, pesca, vaniglia e tanta frutta tropicale.

Il Blangé è un vino bianco cult del Piemonte, un’espressione ricca ed esuberante del vitigno autoctono Arneis divenuta un’icona negli anni ’80 e ‘90. Il suo successo dura ancora oggi ed è presente nei ristoranti di tutto il mondo come uno dei bianchi più famosi d’Italia, best seller e long seller allo stesso tempo. Nacque nel 1985 dall’intuizione della famiglia Ceretto come una grande scommessa dei fratelli Bruno e Marcello che, nel periodo di gloria dei grandi rossi piemontesi, riscoprirono un vitigno quasi dimenticato: l’Arneis. Una scelta innovativa e impensabile all’epoca che invece si rivelò un’intuizione geniale e vincente.

Il nome dell’Arneis Ceretto nasce dalla pronuncia dialettale di uno dei primi appezzamenti da cui i Caretto Brothers cominciarono a produrre quest’etichetta. Si tratta della ‘vigna del panettiere’, ‘boulanger’ in francese, così chiamata perché un tempo posseduta da un fornaio francese giunto nel ‘700 nel Roero a seguito dell’armistizio di Cherasco. La parola d’impronta francese contribuì al grande successo, assieme alla grafica dal design innovativo e accattivante: una bottiglia trasparente con un etichetta bianca a lettere dorate disegnata da Silvio Coppola, architetto milanese di fama internazionale.

Le caratteristiche che hanno reso tanto celebre il Ceretto Blangé sono merito dello spirito audace e artistico dell’enologo Donato Lanati che, per valorizzarne la carica e l’intensità aromatica, inaugurò negli anni ’80 la tecnica della criomacerazione, cioè il contatto delle bucce con il mosto per circa 12 ora ad una temperatura di 5°C. Questa tecnica favorisce la massima estrazione degli aromi primari dell’uva salvaguardando la pulizia aromatica e la delicatezza del frutto. I profumi sono infatti intensi e variegati: pera, mela, pesca, agrumi e tanta frutta tropicale. Il sorso conferma l’anima intensamente fruttata, unita a un’equilibrata freschezza e ad una buona persistenza. Un bianco che ha scritto la storia dei bianchi delle Langhe e che si conferma ancora oggi come molto piacevole e accattivante, apprezzato da appassionati di tutto il mondo, amato dai giovani e dalle donne.

La descrizione del sommelier

Colore Giallo paglierino intenso Profumo Ricco, floreale e fruttato, con note di acacia, agrumi, pesca e frutta tropicale Gusto Fruttato, fresco e asciutto, con richiami aromatici di mela e pera

Abbinamenti

Pesce in umido risotto alle verdure pasta al pesce in bianco stuzzichini pasta al pesce col pomodoro uova e torte salate frittura di pesce antipasti di pesce pesce alla griglia

€ 30.00

Produttore Ceretto Aziende Vitivinicole
Denominazione Langhe DOC
Vitigno Arneis 100%
Gradazione 13,5% Vol.
Formato Standard (0.75 lt)

Premi e riconoscimenti

WS 87 pt

Descrizione produttore

La storia della Ceretto è la storia di una famiglia e dell’amore per un territorio, le Langhe.

È l’amore che ci guida in ogni scelta: nelle vigne che coltiviamo, nelle cantine dove maturano i vini, nelle campagne dove abitiamo, sui bricchi dove nei giorni di sole d’inverno andiamo a camminare con i nostri bambini.
Siamo produttori di vino dal 1937. Nel corso degli ultimi vent’anni abbiamo intrapreso un viaggio per rendere più sostenibile per l’ambiente la nostra agricoltura, che ci ha portato a ottenere la certificazione biologica nel 2015.
Insieme a Enrico Crippa, chef, siamo i soci fondatori del ristorante Piazza Duomo, unico tre stelle Michelin in Piemonte.
Siamo mecenati delle arti, produttori di torrone, narratori di storie, venditori di vino.
Siamo animati da una curiosità eclettica che non conosce confini, ma c’è sempre un metodo nella nostra follia: tutto è nel nome delle Langhe.


Lavorare di sottrazione

Quando nei primi anni 2000 Alessandro Ceretto, terza generazione della nostra famiglia, entra in azienda fresco di scuola enologica e di anni di esperienza nelle cantine di mezzo mondo, dall’Australia alla California, passando per la Francia e il Sud Africa, si accorge che fatica a mettere a fuoco il terroir delle sue Langhe, a vederlo emergere nel vino. Col tempo - e grazie alla strada aperta soprattutto da produttori francesi d’avanguardia come Pierre Overnoy in Jura e Nicolas Joly in Loira - si consolida in lui l’idea che per capire le caratteristiche del terroir sia necessario limitare l’impatto dell’uomo. In poche parole, rinunciare a buona parte delle lezioni di enologia mandate a memoria fino a quel momento: la scuola forniva ricette, ma queste sono per definizione in antitesi con il terroir, che è sempre unico.
Seguire le ricette dell’enologia garantisce di arrivare a vini corretti e standardizzati, ma Alessandro si convince che questa non è la via da percorrere. Comincia a lavorare di sottrazione: nel 2008 avvia la sperimentazione in cui fermenta i cru (preferiamo il loro nome langarolo, però: i bricchi, le nostre vigne in cima alle colline) senza lieviti selezionati, consolidando nel tempo un metodo che consiste nell’avviare la fermentazione grazie a un pied de cuve. Questo metodo ha un secondo vantaggio: la durata della fermentazione e della macerazione sulle bucce combacia perfettamente - circa 20 giorni - e il mosto resta naturalmente protetto dall’anidride carbonica sviluppata dalla fermentazione.
Inoltre, negli ultimi venti anni, in cantina abbiamo utilizzato sempre meno il legno nuovo - cioè botti che non abbiano mai contenuto vino. La logica è la stessa che ha guidato le altre scelte, cioè intervenire il meno possibile: la peculiarità di ogni vino è il suo profumo, che gli aromi e il tannino del legno nuovo coprono.

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