Ribolla Gialla - Anfora - Magnum 2012

Venezia Giulia IGT

Un vino mitico, figlio di un percorso decennale e che racchiude in sé tutto l’amore di Josko Gravner per la sua terra. Vinificato in anfore interrate per circa 7 mesi, senza l’aggiunta di lieviti selezionati e senza alcun controllo della temperatura, è vino che viene lasciato maturare per anni in grandi botti di rovere. Quello che ne deriva è un bianco irraggiungibile per energia, complessità e fascino. Il Venezia Giulia Ribolla Gialla IGT “Anfora” di Gravner è figlio di una lunghissima macerazione sulle bucce, da cui il colore aranciato, è vino che chiude un cerchio, che rappresenta tutte le potenzialità del Collio, della Ribolla Gialla e più in generale dei cosiddetti “orange wines”. Già oggi perfetto, è destinato ad una lunghissima vita in bottiglia.

La descrizione del sommelier

Giallo aranciato, luminosissimo. Al naso esprime un profilo olfattivo unico ed inimitabile: note di erbe aromatiche, di cera d’api, di albicocca e di pesca in confettura, di origano e di rosmarino, di salvia e di acqua marina aprono ad un assaggio pieno, profondo, materico. Lunghissimo, caratterizzato da una trama tannica appena accennata e di grande eleganza, chiude con un finale di interminabile purezza.

Abbinamenti

A tutto pasto, si esalta con tutte quelle preparazioni che richiamano la terra e i suoi ingredienti. perfetto con primi a base di tartufi e funghi.

€ 210.00

Produttore Azienda agricola Gravner Francesco
Denominazione Venezia Giulia IGT
Definizioni Biologico
Vitigno ribolla gialla 100%
Gradazione 14,0% Vol.
Formato Magnum (1.5 lt)

Premi e riconoscimenti

DoctorWine 98 Antonio Galloni 94

Descrizione produttore

Ci sono molti modi in cui l’uomo può essere amico della sua terra, ma uno solo rappresenta quello di Josko Gravner, ed è il suo modo di stare nel mondo. Un modo che ricerca una verità credibile: quella che parte dalla terra e attraverso le sue stagioni, le sue trasformazioni, i suoi abitanti e i suoi frutti e attraverso il lavoro dell’uomo genera quel qualcosa di più e di meglio rispetto alla semplice somma dei suoi fattori.

Un modo che accoglie la natura in tutte le sue manifestazioni e ne trae il meglio, anche quando il vento soffia in direzione contraria: perché nella natura c’è già tutto quello che serve. Il compito dell’uomo è solo quello di guidarla, curarla, anche servirla, quando è il momento. Ma soprattutto di frenare l’urgenza di intervenire, modificare, tagliare, costruire: a volte la natura ha bisogno di tempo, di silenzio, di inerzia.

Allora l’uomo che vuole essere una parte, pari tra le parti ma con responsabilità più grandi, sa quando l’unica azione da compiere è attendere, per far sì che tutto si compia nel ciclo della vita. Per lasciare che tutto si compia, nel ciclo della vite, anno dopo anno, serenamente.

Nella serenità dunque l’uomo affronta le stagioni e le avversità, affronta il passare del tempo che è buono e giusto per il vino che attende. Nella serenità si può accettare di perdere una parte del raccolto perché quella che resta sia migliore. Nella serenità si può attendere l’ultimo giorno possibile per la vendemmia.

INDIETRO